Uno tra i giochi di società di stampo fantasy più famosi nel mondo è senz’altro Dungeons & Dragons. Ma in cosa consiste D&D? Come si gioca?

Nella sostanza, è un gioco di ruolo in cui ci si immedesima in un personaggio di una certa epoca, in un certo contesto (fantastico) e con un certo modo di fare. Un personaggio ha una sua razza, una sua classe ed un suo allineamento, ad esempio.
Le razze, le classi e l’allineamento in D&D
Le razze dei vari personaggi possono essere umano, elfo, orco o goblin, ma ce ne sono tanti altri da poter scegliere. Come si può notare, tutto è di stampo fantastico ed in gran parte basato su storie e leggende ispirate da Tolkien, scrittore de Il Signore Degli Anelli.
Le classi sono sempre ispirate allo stesso filone fantastico. Alcune tra le classi più utilizzate sono il guerriero, il ladro, il mago, lo stregone, il paladino, il barbaro, il druido e il chierico. Ogni classe ha la sua peculiarità. Un guerriero sarà forte nel combattimento, mentre un ladro sarà scaltro nello scassinare serrature o prendere oggetti difficili da accaparrarsi.
L’allineamento invece viene attribuito sia in base alla classe che si sceglierà, ma anche in base al proprio volere. Si può essere buoni, neutrali o malvagi. Allo stesso tempo, questi tre allineamenti possono avere un grado, ovvero si può essere legali, neutrali o caotici.
Giusto per fare qualche esempio, la classe del ladro è probabile che abbia un allineamento caotico malvagio, mentre un paladino sarà quasi sicuramente un legale buono. Tutto dipende anche dal Dungeon Master, ovvero colui che dirige il gioco.
Un Master sarà la persona che gestirà la campagna, realizzerà una trama e preparerà le mappe per giocare. A sua discrezione, potrà impostare un percorso preciso per i personaggi e a sua volta dirottarli verso una strada o un’altra. Tuttavia, in Dungeons & Dragons gran parte delle decisioni spettano ai dadi.
Praticamente tutte le azioni che si decidono di compiere, sono determinate dall’uso diversi tipi di dadi, che possono essere a 4 facce, a 6 facce, a 8 facce, a 10 facce o a 20 facce. Solitamente, per azioni comuni come “osservare” o “ascoltare”, si utilizza un cosiddetto d20, mentre per attaccare un nemico, dipende dalla arma che si ha in possesso (solitamente sono dadi a meno facce, come un d8, ad esempio).
Se si vorrà osservare una collina e con il d20 avremmo realizzato un 18, riusciremo a vedere tutto piuttosto chiaro. Se invece il numero che esce è un 2, non si riuscirà a vedere niente. Come già accennato, gran parte dei giudizi, degli esiti dei dadi e delle descrizioni sono a discrezione del Master.
In sintesi, queste sono le principali caratteristiche da seguire per impostare e usare un personaggio a Dungeons & Dragons. Tuttavia, ci sono tante altre sfaccettature descritte all’interno di libri che fanno parte del gioco che hanno scritto la storia di uno dei giochi fantasy più desiderati e giocati di tutti i tempi.

