Un ordine parte il lunedì, il corriere passa il martedì alle undici e il destinatario è al lavoro. Avviso di giacenza, secondo tentativo, magari una telefonata all'assistenza per capire dove sia finito il pacco. Per chi vende online questo copione ha un costo che non compare nella fattura del corriere: tempo del servizio clienti, recensioni meno generose, a volte un cliente che non torna. È uno dei motivi per cui locker e punti di ritiro, fino a pochi anni fa un'aggiunta da valutare "più avanti", stanno diventando una voce standard del checkout anche per i negozi di dimensioni contenute.

La domanda, per un e-commerce, non è tanto se offrire il ritiro fuori casa, quanto con quale strumento farlo senza appesantire il checkout e senza creare lavoro manuale in magazzino. Le strade possibili sono diverse e non tutte si adattano allo stesso tipo di negozio.

Una donna ritira sorridente un pacco da un locker giallo automatizzato in una piazza, utilizzando uno smartphone. Sullo sfondo, un monitor mostra una pagina di checkout di un e-commerce con l'opzione "Ritiro in locker" selezionata.

Quanto conta oggi il ritiro fuori casa in Italia

I dati più recenti arrivano dalla ricerca NetRetail 2026 del Consorzio Netcomm, presentata a maggio durante il Netcomm Forum. Nel focus dedicato all'area di Milano, Monza Brianza e Lodi, la consegna a casa o in ufficio resta la modalità principale (72,3%), ma il 10,3% degli acquisti viene ritirato in un locker, con un distacco di 4,9 punti percentuali rispetto alla media nazionale. Lo stesso comunicato Netcomm sul NetRetail 2026 per l'area milanese colloca la disponibilità di un'ampia varietà di soluzioni di consegna e pagamento tra le prime tre priorità indicate dagli acquirenti, citata dal 19% degli intervistati.

A livello nazionale, l'analisi del NetRetail 2026 pubblicata da GEL Proximity, società che gestisce una rete di punti di ritiro, indica al 21,9% la quota di prodotti acquistati online che vengono ritirati attraverso alternative alla consegna a domicilio. Il dato comprende tutte le forme di ritiro, non solo i locker, e va letto come ordine di grandezza: circa un acquisto su cinque non arriva più alla porta di casa.

Dal lato dell'offerta, le reti si stanno allargando. InPost Italia, a settembre 2025, dichiarava 4.000 locker installati e oltre 5.000 InPost Point presso esercizi di quartiere. Locker Italia, la joint venture tra Poste Italiane e DHL eCommerce avviata nel 2024, ha in programma 10.000 locker su scala nazionale, che si affiancano alla rete Punto Poste. BRT dispone della propria rete BRT-fermopoint. Per il venditore questo significa che, in molte zone, il cliente ha già un punto di ritiro a breve distanza: manca soltanto la possibilità di sceglierlo nel momento in cui completa l'ordine.

C'è poi il tema dell'abbandono del carrello. Il Report sui Consumatori Online 2026 di Sendcloud, basato su un'indagine condotta a marzo 2026 su 8.000 acquirenti online in otto Paesi europei, Italia compresa, indica che il 48% degli intervistati ha abbandonato almeno un carrello negli ultimi tre mesi per problemi legati alla consegna e che il 29% ha smesso di ordinare da un negozio dopo un'esperienza di consegna negativa. Trattandosi di una ricerca prodotta da un fornitore di software per le spedizioni, i numeri vanno presi con cautela; la direzione, però, è coerente con quanto rileva Netcomm.

Tre modi per portare i punti di ritiro nel checkout

Gli strumenti disponibili si possono raggruppare in tre famiglie, con logiche e costi diversi.

Il plugin del singolo corriere

È la soluzione più diretta quando si lavora già con un corriere che ha una propria rete di ritiro. InPost Italia distribuisce un plugin per WooCommerce che aggiunge al checkout una mappa di locker e punti di ritiro, crea le spedizioni e genera le etichette; per funzionare richiede una chiave API, di produzione o di test, collegata al contratto. Sullo store di Shopify è disponibile anche un'app gratuita pubblicata da InPost. BRT, dal canto suo, ha sviluppato plugin per integrare la rete BRT-fermopoint su PrestaShop (dalla versione 1.7) e WooCommerce (dalla versione 5.6), oltre a Plug & Ship, che secondo il corriere collega i suoi servizi a circa 80 piattaforme e marketplace.

Il vantaggio è il rapporto diretto con chi effettua la consegna; il limite è che ogni plugin copre una sola rete. Se si vogliono proporre al cliente due o tre circuiti alternativi, i plugin si moltiplicano e con loro le configurazioni da tenere aggiornate. Accanto alle estensioni ufficiali circolano anche plugin di terze parti, per esempio quelli che leggono l'elenco pubblico dei punti InPost senza chiave API: possono bastare per mostrare i punti al cliente, ma prima di adottarli conviene verificare chi li mantiene e come gestiscono, o non gestiscono, la creazione della spedizione.

Le piattaforme multi-corriere e gli aggregatori

I software di gestione delle spedizioni offrono un selettore dei punti di ritiro da attivare nel checkout, alimentato dai corrieri collegati. Nella documentazione di Sendcloud per PrestaShop, ad esempio, si legge che attivando il selettore compaiono anche i punti BRT Fermo!Point. Altri operatori, come GEL Proximity, si presentano come aggregatori di reti di prossimità e nel 2025 dichiaravano oltre 300.000 punti di ritiro e locker integrabili, con connettori per le principali piattaforme e-commerce.

Questa strada ha senso quando si spedisce con più corrieri o quando si vuole lasciare al cliente la scelta tra reti diverse con un'unica interfaccia. In cambio si aggiunge un intermediario, con un canone o una tariffa per spedizione da confrontare con il proprio volume di ordini.

Le funzioni native della piattaforma

Alcune piattaforme gestiscono i punti di ritiro direttamente, ma con vincoli che vanno conosciuti in anticipo. Shopify supporta nel checkout la spedizione verso un punto di ritiro; tuttavia la documentazione per sviluppatori di Shopify sui pickup point precisa che la possibilità di costruire questa opzione è riservata alle app personalizzate dei negozi sul piano Shopify Plus. Sugli altri piani, le app pubbliche ricorrono a soluzioni alternative, come la scelta del punto da un elenco, nel carrello o nella pagina successiva all'ordine. Prima di installare, è opportuno controllare nella scheda di ciascuna app cosa viene mostrato e dove, in base al piano sottoscritto.

Le verifiche da fare prima di installare

Qualunque sia il fornitore, alcuni controlli evitano problemi che di solito emergono solo dopo i primi ordini. Il primo riguarda la compatibilità con il checkout in uso: WooCommerce sta spostando i negozi verso il checkout a blocchi, e non tutte le estensioni di spedizione lo supportano allo stesso modo. Alcuni sviluppatori lo dichiarano nella descrizione del plugin, altri no; l'unico modo affidabile per saperlo è una prova completa su un ambiente di staging.

Il secondo controllo riguarda il passaggio dei dati. Il punto di ritiro scelto dal cliente deve arrivare sull'ordine e sull'etichetta senza essere ricopiato a mano: se lo strumento mostra la mappa ma non crea la spedizione, il lavoro si sposta semplicemente in magazzino, con il rischio di errori proprio nei giorni di maggior volume.

Il terzo riguarda le dimensioni dei prodotti. I locker hanno celle di misure prestabilite e ogni rete pubblica i propri limiti di formato e peso. Per i cataloghi con articoli voluminosi conviene impostare regole che escludano in automatico il metodo di ritiro, per esempio in base al peso o alla classe di spedizione, invece di affidarsi al buon senso del cliente.

Infine, i resi. Se la stessa rete consente di consegnare un reso in un locker o in un punto convenzionato, la promessa fatta al cliente resta coerente dall'acquisto alla restituzione: è un aspetto che si collega direttamente alle soluzioni per la gestione dei resi nell'e-commerce e che merita di essere valutato insieme alla scelta del plugin.

Come proporre il ritiro al cliente

Integrare lo strumento è metà del lavoro; l'altra metà è decidere come presentare l'opzione. Un metodo di ritiro relegato in fondo a un elenco, allo stesso prezzo della consegna a domicilio e senza indicazioni sui tempi, difficilmente modifica le abitudini di chi acquista.

Sul prezzo, la scelta dipende dal contratto: se la consegna a un punto di ritiro costa meno di quella a domicilio, parte del risparmio può essere trasferita al cliente con una tariffa più bassa o una soglia di spedizione gratuita ridotta per questo metodo. Va verificato sulle proprie condizioni, non dato per scontato. Sui tempi, oltre alla stima di consegna è utile indicare per quanti giorni il pacco resta disponibile nel punto scelto, perché ogni rete applica regole proprie sulla giacenza. Sul ritiro, i locker funzionano di norma con un codice o un QR code inviato via SMS o email: la comunicazione post-ordine deve spiegarlo con chiarezza, soprattutto a chi usa il servizio per la prima volta.

Checklist prima del picco di fine anno

Con il Black Friday e le festività alle porte, le prossime settimane sono le ultime utili per introdurre il ritiro fuori casa senza improvvisare durante i picchi. Un percorso pratico:

  • verificare quali reti hanno punti di ritiro nelle zone da cui arriva la maggior parte degli ordini;
  • scegliere tra plugin del corriere, piattaforma multi-corriere o funzione nativa in base al numero di corrieri usati e alla piattaforma, o al piano, del negozio;
  • testare il checkout completo su un ambiente di staging, compreso il checkout a blocchi di WooCommerce o i limiti del proprio piano Shopify;
  • controllare che il punto scelto compaia sull'ordine e sull'etichetta senza interventi manuali;
  • impostare le regole che escludono i prodotti fuori formato dal ritiro in locker;
  • definire prezzo, posizione e descrizione dell'opzione nel checkout;
  • aggiornare la pagina spedizioni e resi con tempi di giacenza e modalità di ritiro.

Altri strumenti per la gestione operativa del negozio online si trovano nella sezione Utility di eBuyers.

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